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L’UE introduce l’obbligo di microchip e registrazione per i gatti: un passo importante con un segnale forte per la Svizzera

L’Unione europea ha deciso di introdurre l’obbligo di microchip e registrazione per i gatti. La Protezione Svizzera degli Animali PSA accoglie con favore questa decisione, che rappresenta un importante passo avanti per la protezione degli animali e offre preziosi spunti anche per la Svizzera.


Dal punto di vista della PSA, un vantaggio fondamentale è soprattutto la migliore tracciabilità. Se tutti i gatti sono registrati, gli animali possono essere attribuiti con certezza ai loro detentori, ad esempio nel caso in cui fuggano, vengano abbandonati o vengano trovati feriti. Allo stesso tempo, la registrazione rafforza la responsabilità dei detentori e può contribuire a ridurre gli acquisti affrettati.

Un altro punto fondamentale è la lotta contro il traffico illegale di animali. La registrazione obbligatoria renderà molto più difficile per i commercianti e gli allevatori senza scrupoli mettere in circolazione animali in forma anonima. Ciò corrisponde a una richiesta avanzata da anni dalla PSA e rappresenta un passo importante verso una maggiore trasparenza e una più efficiente applicazione della normativa.

Anche i programmi di castrazione potrebbero essere attuati in modo più mirato. Purtroppo, però, ciò è complicato dal fatto che i gatti delle fattorie sono esclusi dall’obbligo di registrazione. Tali eccezioni rendono notevolmente più difficile l’applicazione della normativa e ne limitano l’efficacia, in particolare in riferimento alla riduzione delle popolazioni di randagi.

Per la Svizzera, lo sviluppo nell’UE rappresenta una chiara opportunità e al tempo stesso un invito all’azione. La PSA si impegna da anni a favore di un obbligo di microchip e registrazione capillare e tassativo per tutti i gatti. Solo una regolamentazione unitaria, senza eccezioni, consente un’applicazione efficace. Quando viene ritrovato un gatto privo di microchip, oggi spesso non è chiaro se si tratti di un animale che ha un detentore o di un gatto randagio. Dopo il rifiuto di una mozione in tal senso l’anno scorso, la PSA sostiene attualmente interventi a livello cantonale. Nella consapevolezza che le soluzioni isolate creano ulteriori problematiche e con l’obiettivo a lungo termine di creare una soluzione il più possibile capillare.

La PSA è convinta che un obbligo nazionale e capillare rafforzerebbe a lungo termine la protezione dei gatti in Svizzera, semplificherebbe l’applicazione della normativa e darebbe un importante contributo alla riduzione della sofferenza degli animali.

L’UE mostra come può essere un primo passo: ora tocca alla Svizzera seguire l’esempio in modo coerente e unitario.

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